LA
FLORA
Il territorio del comune, come quello di tutta la Riserva Naturale nella
quale è inserito, presenta una ricchezza biologica da sorprendere qualsiasi
spettatore. Vale la pena visitarlo durante la primavera e l'estate, quando
il verde è il colore in cui ci si può perdere. Ma ne vale la pena
anche durante l'autunno, stagione in cui i toni dei colori sono molto accesi e
intensi fino a quando la natura "va in letargo" con l'arrivo dell'inverno
e può sembrare morta. Quasi tutto il territorio è
ricoperto da boschi anche se in alcune parti c'è la predominanza del prato
in cui si possono ammirare vere e proprie mandrie allo stato brado. Oltre a queste
minoranze, però, le specie vegetali dei
boschi si differenziano a seconda della quota d'altezza in cui si trovano. In
genere si tratta di cedui, anche se non mancano i castagneti secolari e di eccezionali
dimensioni che producono ottime castagne, un tempo l'alimento principale della
gente che viveva nelle montagne del posto. Scendendo d'altezza, come abbiamo detto,
si trovano invece cedui costituiti da roverelle, cerri (due specie diverse, quercine
che si adattano bene ai terreni poveri e di scarso spessore che caratterizzano
la riserva), carpini, frassini e con la presenza alcune volte di sorbi, aceri
dallo splendido colore rosso e pioppi. Anche tra le querce e specialmente tra
le roverelle esistono esemplari secolari, come la "roverella di Marcetelli"
di cui si può dire che sia la più antica e più grande esemplare
di tutto il reatino e che è circondata da varie leggende. Si credeva infatti
che la quercia contenesse un tesoro nascosto in tempi antichi da alcuni briganti
e per questo motivo qualcuno decise di praticare un foro nella pianta; così
fu scoperta una caverna di ampia capienza di cui nessuno aveva sospettato l'esistenza.
Sempre da queste piante è motto bello ammirare il
vischio giallo (non quello bianco usato come portafortuna nel periodo natalizio)
che popola con i suoi piccoli cespugli i rami della pianta e da cui si può
ricavare una pasta appiccicosa detta pania che un tempo serviva per catturare
gli uccelli che andavano a posarsi sui rami coperti da questa sostanza. Nelle
radure o nelle parti più degradate del bosco è possibile inoltre
trovare numerosi arbusti come la rosa canina, la berretta del prete, rovi, prugnoli
e ginepri e in primavera quando la natura si sveglia, i pascoli sono punteggiati
dalla fioritura di splendide orchidee, genziane, gigli e cardi.
LA
FAUNA
Anche
per quanto riguarda la fauna si può dire che il popolament o
è molto ricco di specie, in particolare di quelle legate al bosco. Sono
presenti cinghiali, che si stanno diffondendo sempre più rapidamente, volpi,
tassi molto miti e sornioni, istrici dai lunghi aculei. Ma non solo, si possono
trovare anche puzzole, donnole, faine e ricci, animali che trovano nei boschi
e nelle zone disabitate un habitat ottimale di vita, ma anche lupi ed il gatti
selvatici. Sono presenti anche lo scoiattolo e altri mammiferi di dimensio ni
più piccole come il moscardino o il nocciolino, un roditore simile al topo
ma ghiotto di nocciole. Per quanto riguarda
i volatili sono più frequenti rapaci come lo sparviere, la poiana, il gheppio
e l'aquila reale, ed uccelli come i picchi verdi, l'upupa, il fringuello, il colombaccio,
l'allocco, la civetta, il gufo comune e quello reale. E, per concludere, tra
i rettili è possibile trovare la vipera dell'Orsini, innocua e alquanto
rara, la Vipera Aspis, pericolosa e diffusa, e serpenti innocui come la biscia,
il biacco e l'orbettino, nonché le lucertole e i ramarri.
|